Il Sogno di zio Ciano

copertina zio ciano

Nota introduttiva Antonino Cusumano

Editore Libridine  (collana Racconti)

Per quanto la Sicilia sia una terra stretta in mezzo al mare, letteratura e antropologia hanno paradossalmente dedicato una scarsa attenzione alla cultura e al mondo della pesca. Dopo essere stato uno spettacolo teatrale di narrazione, uno spettacolo per bambini, un documentario, il lavoro di ricerca sui pescatori di Augusta (SR) a cura di Alessio Di Modica diventa un testo letterario edito da Libridine Editore con una appassionata nota introduttiva del professor Antonino Cusumano, che ne ha curato pure la consulenza antropologica. Il contesto che l’autore ci racconta è Augusta( SR), dove c’è il polo petrolchimico più grande d’Europa, ma in realtà potrebbe essere un angolo di mondo qualsiasi alle prese con la devastazione ambientale, storica e culturale del progresso.  Come dice lo stesso professor Cusumano “La lingua che vi è espressa attraverso le voci dei personaggi è materia che racchiude e disvela un mondo, il mondo di una marineria, che possedeva una ricchezza e una dignità culturale pur nella povertà e semplicità dei regimi esistenziali. Il mare scorre nelle vene di questa lingua come nella vita dei suoi parlanti, che in quelle acque davanti al porto hanno imparato a vivere e respirare come i pesci. Nelle storie degli ultimi pescatori di questo borgo non si raccontano soltanto i sogni e i bisogni di tutta una comunità ma si descrive anche la geografia reale e simbolica dentro la quale si dibatte la precaria esistenza di chi è abituato da sempre a parlare con i pesci e con essi ha stretto un patto di alleanza, ha inventato un linguaggio condiviso. Alessio Di Modica con il racconto destinato a diventare spettacolo, performance teatrale, cunto popolare, recital musicale, raccoglie le voci degli ultimi pescatori di Augusta e ne restituisce immagini, parole, sonorità, ritmi, accenti. Nel rimpianto della bellezza oltraggiata e perduta l’autore coltiva con noi la segreta speranza di salvare dal naufragio la memoria, l’unico bene comune su cui progettare un possibile riscatto umano e culturale.”